Giornale di Superga - La Guida

Società Cooperativa di Superga dal 1902
Una storia di collina, comunità e tavola


Prima ancora di essere un panorama mozzafiato, Superga è una promessa.
Una collina che per Torino significa storia sabauda, fede, memoria — e, in certi momenti, anche identità.


Durante l’assedio di Torino del 1706,  Vittorio Amedeo II salì su questa altura e fece un voto: se la città fosse stata salvata, avrebbe eretto un monumento in segno di gratitudine. Da quel gesto nasce la Basilica, progettata da Filippo Juvarra: un capolavoro che da secoli veglia su Torino come una sentinella.


E poi Superga è anche un luogo che la città sente “suo” per un altro motivo: il 4 maggio 1949, quando la tragedia del Grande Torino trasformò questa collina in un punto di raccoglimento collettivo — un posto dove Torino ricorda e si riconosce.


Ma Superga non vive solo di simboli.  Vive di giorni normali: dei torinesi che salgono per respirare, per una passeggiata fuori dal rumore, per portare qualcuno a vedere la città dall’alto; e delle migliaia di persone che arrivano qui per la Basilica, il panorama, la cremagliera — e poi cercano un modo semplice e vero di stare bene, senza correre.


Dentro questo paesaggio c’è un luogo in cui sono custodite memoria e persone questo luogo da più di un secolo: la comunità locale.
La Società Cooperativa di Superga, dal 1902,
  nasce proprio così: come presidio. Un punto fermo dove ritrovarsi, scaldarsi, parlarsi, sedersi. E dove la tavola, più che un servizio, diventa un gesto di comunità — storia, memoria e presente nello stesso luogo.


Ecco alcuni consigli pratici (e un po’ di storia)



1) Superga non è solo una meta: è un territorio abitato


Qui non ci sono solo “visitatori”: ci sono persone che vivono la collina ogni giorno. Strade, cortili, stagioni, abitudini.

È per questo che la Cooperativa ha senso: non come attrazione, ma come punto di servizio e di incontro per chi Superga la attraversa da sempre — e per chi la scopre per la prima volta.



2) Dal 1902: l’idea semplice di mettere insieme le persone



Una cooperativa nasce quando una comunità decide di organizzarsi: per sostenersi, per creare un luogo stabile, per garantire continuità.

Dal 1902 questo posto porta la stessa promessa: qui ci si siede. E per un attimo si appartiene allo stesso tavolo, anche se si viene da strade diverse.


3) La tavola come rito: il contrario della fretta


Chi sale a Superga spesso arriva “carico”: parcheggio, orari, foto, rientro.
La Cooperativa — e la trattoria dentro queste mura — esiste per fare l’opposto: rallentare.
Perché su una collina così, la cosa più preziosa non è solo il panorama: è il tempo condiviso.


4) Conserva oggi: custodire uno spirito, non fare scena


Conserva per noi significa una cosa concreta: tenere insieme cibo, luoghi, tempo e persone.
Non “inventare” Superga, ma rispettarla. Non trasformarla in un set, ma in una casa aperta.
La cucina piemontese, qui, è parte del linguaggio: riconoscibile, stagionale, senza maschere.


5) Memoria viva: quando un luogo diventa parte di Torino


Ci sono posti che diventano simboli perché hanno visto passare la storia: la promessa del 1706, la Basilica di Juvarra, il 4 maggio 1949.
Ma la cosa più importante è che Superga resta viva: continua a essere un punto in cui la città si raccoglie, e in cui una comunità continua a riconoscersi.


6) Se vieni a Superga: vivila nel ritmo giusto


Un consiglio pratico, senza retorica: non correre.
Fai la Basilica, respira il panorama, poi scegli un posto dove sederti davvero.
Superga dà il meglio quando non la consumi: quando la attraversi con calma, e ti concedi una tavola apparecchiata come si deve.


Link utili

Superga per chi visita – La Guida

Come arrivare a Superga (auto, mezzi, cremagliera)

Dove mangiare a Superga dopo la Basilica


Se vuoi vivere Superga nel modo più semplice (e autentico), la tua tavola è pronta.


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📍 Conserva - Trattoria Superga — Cucina autentica piemontese a due passi dalla Basilica


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Superga non è solo una visita: è un piccolo viaggio.
Si sale per la Basilica, per il panorama, per respirare la collina. E poi, quando la testa è piena di bellezza, succede una cosa semplice: viene fame. Fame vera. Di un pranzo che sia all’altezza del posto.

Questa guida nasce per questo: aiutarti a goderti Superga senza correre, con qualche consiglio pratico e un invito finale che per noi è sacro: sedersi a tavola.

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